
Se esiste una categoria di
poesie che possano essere amate sia da lettori occasionali
di poesia, sia da persone interessate al genere, quelle di
Claudia Ruggeri sono da collocarsi tra queste. Poetessa nata
nel 1967 a Lecce, Claudia Ruggeri è, sfortunatamente, poco
conosciuta per la scarsa produzione poetica determinata
dalla prematura scomparsa della stessa a soli ventinove
anni. Grazie all’interesse di Mario Desiati si è potuto però
vedere la pubblicazione di una raccolta di poesie (Claudia
Ruggeri, Inferno Minore, Ancona, PeQuod, 2006) nel decimo
anno della scomparsa della Ruggeri, un’edizione contenente,
oltre all’opera principale Inferno Minore, lavori
precedenti e posteriori a tale raccolta.
Dopo l’introduzione del curatore, la prima parte del libro
si apre con le poesie della giovinezza: sono queste i brani
più stupefacenti e lirici e stilisticamente meno maturi.
Nonostante ciò Claudia evidenzia già uno stile tutto suo:
una tendenza a descrivere flussi di eventi e situazioni che
si sovrappongono, creando giochi di parole e accostamenti di
concetto, come nella poesia Tuffatore, dove
all’immagine del tuffo si sommano pensieri più profondi e
personali. Presente/Assente è invece un ciclo di
poesie in cui è fortemente presente l’uso di citazioni, sia
da creazioni proprie ed altrui. Tale caratteristica è
presente soprattutto nella seconda parte dell’opera,
“Inferno Minore”: Claudia mostra in questa parte tutto il
suo disagio interiore, che esprime stravolgendo il fraseggio
e la struttura delle strofe, trovando nuove funzioni per
rime ed assonanze e usando parole dialettali, inventate e
straniere come se fossero da sempre parte integrante della
poesia. Emblema di questa parte sono il lamento dello
straniero ed il lamento dell’Amante, che si
evidenziano per uno stile ed un lessico più ricercato, pieno
di citazioni, soprattutto bibliche e dantesche.………………..............
L’ultima parte, le Pagine del Travaso, contiene
poesie scritte da Claudia prima della morte, sottoforma di
appunti sparsi e caotici ma di stile più elevato. E’ proprio
questa continua elevazione di stile in crescendo, dalle
poesie più accattivanti a quelle più profonde, che porta il
lettore a riflessioni sempre più profonde, coinvolgendo
anche chi di poesia legge poco o nulla. Purtroppo la
bellezza delle opere di Claudia viene a scontrarsi da una
parte con l’insormontabile oscurità di alcuni componimenti,
dall’altra con l’esiguo numero di poesie scritte. Tuttavia
questa ristrettezza di brani poetici non deve essere un
limite alla lettura, ma un caloroso invito a scoprire con
attenzione Claudia Ruggeri,
poetessa capace di generare meraviglia lirica e profonda
riflessione.
Daniele Fusetto
Pubblicato su Inchiostro numero
76/2007
del 15 ottobre 2007 a pagina 7