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Claudia Ruggeri
nacque
a Napoli nel 1967 da madre napoletana e da
padre leccese.
Nel 1968, si trasferì, con la famiglia, a Lecce dove visse fino alla fine.
Frequentò il Liceo Scientifico approfondendo in contemporanea lo
studio della lingua inglese. In seguito si iscrisse,
simultaneamente, alla facoltà di lettere moderne ed a quella di
teologia. Malgrado avesse sempre ottenuto risultati brillanti, non
riuscì a laurearsi perché i problemi psichici l’aggredirono
sopraffacendola.
Dedicava buona parte del suo tempo libero alla lettura attraverso la
quale acquisì una notevole cultura.
La sua formazione culturale risultò ampiamente arricchita dai
numerosi viaggi effettuati sin dall’infanzia. Particolarmente
significativi per lei furono il lungo, avvincente, periplo della
Turchia che la pose in contatto con il fascino di antiche civiltà
nostre antenate. In seguito partecipò ad un tour, attuato prima
della caduta del muro di Berlino, nei paesi dell’est europeo
(Polonia, Ungheria, Russia) durante il quale potette constatare, de
visu, parte di alcune realtà contemporanee allora pressoché
sconosciute alla maggior parte dell’occidente. Un’altra esperienza
significativa fu quella che le procurò un viaggio in India e nello
Sri Lanka.
Dall’età di circa 18 anni fece parte del “Laboratorio di poesia”
creato nel 1985 e diretto da un docente dell’Università di
Lecce, il Prof. Arrigo Colombo, filosofo scrittore e poeta il quale,
con la collaborazione di un altro intellettuale, il Prof. Walter
Vergallo, riuscì a dare un forte impulso al fermento culturale
salentino. Nacque la rivista
“L’incantiere”
e prese il via il
festival “Salentopoesia”. Si trattava dei primi reading
pugliesi dove i migliori autori italiani si cimentavano, per intere
serate, nella lettura di poesie. Vi partecipò anche Claudia
incantando la platea non solo per la sua straordinaria bellezza, ma
anche per il fascino delle sue performance.
Nel “Laboratorio di poesia” convergevano i maggiori poeti salentini
e Claudia fu considerata come la più dotata, forte e fortemente
creativa nel discorso lirico, straordinaria ed incomparabile nella
recitazione; personalissima sempre.
Con la sua
poetica
ardua e singolare, Claudia si impose per la vitalità espressiva e
per l’uso quasi spregiudicato della lingua, tanto che Franco
Fortini, pur riconoscendo in lei le stimmate dell’artista, le
rimproverò la foga letteraria in termini di “impunità” della parola.
Fu in quegli anni che fece conoscenza, e sovente strinse
relazioni
di amicizia, con numerosi personaggi del mondo letterario ed
artistico; dal già citato Franco Fortini (a cui fu legata da un
insolito vincolo di stima ed affetto), a Dario Bellezza; e poi,
Adolfo Oxilia, Giampiero Neri, Enzo Di Mauro, Antonio Verri, Bruno Brancher, Michelangelo Zizzi, M. Luisa Spaziani ed altri.
La sua morte fisica segnò la sua “cancellazione” dalla mente e dal
cuore di quei tanti che le si erano proclamati amici ed estimatori.
Tranne un numero della rivista “L’incantiere” interamente dedicato a
testi suoi ed a saggi critici sulla sua poetica, pubblicato dopo la
sua morte e in concomitanza di una serata commemorativa organizzata
presso l’Università di Lecce, più nulla accadde.
Otto anni dopo la sua scomparsa lo scrittore Mario Desiati, caporedattore
di “Nuovi argomenti”, rivista letteraria edita dalla Mondadori, le dedicò
un’ampia sezione nel n° 28 (ottobre-dicembre 2004) pubblicandone una significativa selezione di
versi, testimonianze e ritratti fotografici.
E fu lo stesso
Mario Desiati
che in seguito, per conto della casa editrice
peQuod,
nel 2006 ha curato anche la
stampa del volume “Inferno minore” che contiene, altresì, “Le pagine del
travaso” ed un cospicuo numero di altri componimenti.
Nel 2007 "Terra d'ulivi" di Lecce edita
“Oppure mi sarei fatta altissima”
saggio sulla poetica di Claudia Ruggeri di
Alessandro Canzian, che ha dedicato altri scritti alla poetessa
mostrando una notevole perspicacia ed una grande sensibilità
nell’interpretazione di testi di non facile approccio.
In dicembre 2007 viene bandito dalla stessa Associazione culturale
“Terra d’ulivi” di Lecce
un premio letterario “Claudia Ruggeri” da
assegnare a giovani autori.
Buona parte dei manoscritti della poetessa si trova a Firenze,
presso il
“Gabinetto G.P. Vieusseux”, dietro richiesta del suo
Direttore Prof. Giovanni Gozzini. |