Claudia Ruggeri

Geniodonna -periodico di Como e del Cantone Ticino giugno 2010

Con sottile ironia vi amo
di Pietro Berra

Sbaglio, o abbiamo adottato una poetessa? Succede quando "idee & parole" vanno in circolo, quando escono dalle pagine della nostra rivista e si traducono in incontri e iniziative.
La poetessa è Claudia Ruggeri, che aveva solo 29 anni quando una sera di ottobre del '96 "indossò un saio francescano e spiccò il volo dal balcone della sua casa di Lecce". Le parole virgolettate sono quelle utilizzate nel documentario Claudia del regista salentino Elio Scarciglia, che Geniodonna ha riproposto di recente nell'auditorium della biblioteca di Como. La prima volta lo avevamo proiettato, per pochi intimi, lo scorso settembre all'Atelier Lithos. Poi, sul numero successivo di Geniodonna, avevamo pubblicato un "invito alla lettura" della Ruggeri firmato dal critico pugliese, nonché amico della poetessa scomparsa, Michelangelo Zizzi.

La storia di Claudia e i suoi versi barocchi e surreali hanno innescato un meccanismo virtuoso, che ci ha portati in contatto con quanti, sul territorio nazionale, si sono appassionati alla sua vicenda umana e letteraria e ne stanno promuovendo la riscoperta: per primo lo stesso Scarciglia, curatore del sito www.claudiaruggeri.it, poi Mario Desiati, redattore di Nuovi argomenti che nel 2006 ha curato la pubblicazione dell'opera omnia della Ruggeri per PeQuod (purtroppo già introvabile), la poetessa Carla Saracino, ospite all'incontro di Geniodonna in biblioteca a Como e a sua volta promotrice di un'altra serata "ruggeriana" il 30 aprile scorso a Milano, e in ultimo, a chiusura di un cerchio che curiosamente ci riporta sul nostro territorio, con Michelangelo Camelliti, titolare della casa editrice Lietocolle di Faloppio, che ha appena pubblicato la prima raccolta di saggi sulla poesia di Claudia (La sposa barocca).

Si, abbiamo adottato una poetessa, e non siamo soli in questa amorevole impresa. Per ora, brindiamo all'evento con alcuni versi di Claudia, che inneggiano alla vita come può fare solo chi non è mai riuscito ad afferrarla del tutto: "Chiedetemi di sollevare il calice/ e di portarlo complice alle labbra/ e poi di dirvelo piano e con sottile/ ironia che vi amo".

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