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Nel 1985, a seguito di
una mostra di arte e poesia e di una giornata conclusiva di
discussione, il Prof. Arrigo Colombo fonda, insieme con un grande
amico e poeta, Walter Vergallo, Il laboratorio di poesia,
coinvolgendo altri amici e colleghi dell'Università di Lecce, dove
egli opera dal '66.
Nel Laboratorio di poesia convergono i maggiori poeti
salentini, essi si incontrano una volta alla settimana, di
volta in volta un poeta si presenta e con lui si discute. O anche,
da un certo punto in poi, si lavora su di un tema, scelto ogni anno,
sarà ad esempio la memoria, il viaggio, l'inferno
(pensando a Dante) o gli inferi.
Tra i poeti che confluiscono nel Laboratorio: due grandi dialettali,
Nicola De Donno (che ha pubblicato da Scheiwiller) ed Erminio Caputo;
Ercole Ugo D'Andrea, un fine crepuscolare; alcune giovani donne,
Marilena Cataldini; Nadia Cavalera (trasferitasi poi a Parma, dove
pubblica il Bollettario, rivista di poesia dal modesto
titolo); Anna Maria Cenerini (che poi purtroppo lascerà);
Wanda De Giorgi; Claudia Ruggeri, certo la più dotata,
straordinaria e incomparabile nella recitazione, personalissima;
forte e fortemente creativa nel discorso poetico. Così nel poemetto
Inferno minore. (Claudia, entrata nel Laboratorio ancora
liceale, cadrà in una psicosi in seguito alla morte del padre
amatissimo, e cercherà la morte). Così Carlo Alberto Augieri, grande
tempra di sperimentatore, Giovanni Bernardini, Fernando Cezzi,
Peppino Conte.
l'incantiere
Nell'autunno del 1986 il Laboratorio decide di dotarsi di un
suo giornale di poesia in cui poter pubblicare senza ricorrere ad
altri. Il nome viene trovato insieme e fonde in sé il canto,
l'incanto, il cantiere. La forma, proposta da Alessandra Tana,
originalissima artista di disegno, sarà quella di un giornale. I
particolari, cioè la grafica, il colore (avana), la carta (un
cartoncino avorio) saranno studiati insieme con Anna Maria Contenti,
fotografa e grafica. La direzione è di Walter Vergallo; al giornale
come al laboratorio presiede un comitato formato, oltre che da
Walter Vergallo, da Arrigo Colombo e da Alessandra Tana; per un
certo tempo anche da Claudia Ruggeri.. Il giornale sarà sempre
aperto da un poeta nazionale, con analisi critica, e conterrà sempre
la presentazione di un artista, che anche lo illustrerà; vi
appariranno grandi poeti e i maggiori artisti salentini .
Il numero 0 esce nel
giugno 1987, aperto come poeta da Dario Bellezza, di origini lucane,
spesso a Lecce. Contiene due saggi programmatici: il principio di
popolarità, cioè di una poesia trasparente, aperta alla lettura
di tutti; e insieme di una poesia portata alla gente; il
principio di spettacolarità, cioè di una poesia che ha la sua
vera realtà nella voce (non nello scritto, che ne è solo tramite) e
nel canto, che per se stessa è spettacolo.
L'incantiere
è trimestrale, esce quattro volte l'anno. Uscirà fino al
2002, poi ci sarà una pausa, provocata dal dissolversi del
sodalizio.
L'ulteriore
attività del Laboratorio
Gli spettacoli di poesia, con musica e danza; tre
all'anno, culminanti in Salentopoesia, un piccolo festival di
due giorni (uno spettacolo il sabato sera, un laboratorio la
domenica mattina, un secondo spettacolo la domenica sera) con tutti
i maggiori poeti salentini, con poeti da Milano, Bologna, Roma,
Napoli, Bari; con presenze significative per musica e danza.
Spettacoli in strada, in piazza, nelle carceri.
Claudia Ruggeri
muore nell'ottobre 1996. In dicembre esce il numero 39-40
de"L'incantiere" interamente dedicato a lei. |