Claudia Ruggeri

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La ragazza dal cappello rosso - Il ritorno di Claudia Ruggeri

Questo non è un libro, ma ne ha la consistenza e la forma. Non è neanche un giornale! È invece il numero 28 di “Nuovi Argomenti”, una rivista trimestrale fondata nel 1953 da Alberto Carocci e Alberto Moravia che ritorna, ormai da cinque anni, con una veste grafica e un formato rinnovati, l’amore per la cultura insieme alla qualità editoriale di Mondatori. Nuova vita agli argomenti che meritano attenzione letteraria e a “La ragazza dal cappello rosso” di Mario Desiati, nota con la quale l’autore introduce alcune raccolte in rime di Claudia Ruggeri, giovanissima poetessa leccese morta suicida nel 1996. Un sabato d’ottobre di quell’anno la ragazza mette in pratica la profezia di una delle sue più belle e inquietanti poesie: “…e volli/ il ‘folle volo’ cieca sicura tuta/ volli la fine delle streghe volli/ il chiarore di chi ha gettato gli arnesi/ di memoria di chi sfilò il suo manto/ poggiò per sempre il libro…”. Quattro foto ritraggono Claudia in una bellezza profondamente teatrale, fatte negli anni in cui la sua scena poetica era vicina ad un fermento letterario notevole. Dario Bellezza, Antonio Verri, Franco Fortini e altri scrittori affiancano il suo mondo poetico dal linguaggio personale fatto di “arrovellamenti lessicali, parole trobadoriche, riferimenti colti e popolari, tradizione italiana, orfismo, un simbolismo esasperato”, scrive Desiati.
Una scrittura che prende forma nei memorabili reading poetici con performance fuori dal comune, come l’esordio pubblico durante la festa dell’Unità di Lecce del 1985 dove Claudia si presenta con un cappello rosso e un vestito nero per leggere la sua passione. La poesia simbolista del “Matto” si mescola a quella sperimentale delle “Pagine del Travaso” ma è Dante Alighieri il principale riferimento letterario di Claudia che dà il senso più alto della sua arte ne “L’Inferno Minore”, senso verso il quale vanno le rime della prima raccolta, nella lirica “Lamento della sposa barocca (octapus) ”. “T’avrei lavato i piedi/ oppure mi sarei fatta altissima/ come i soffitti scavalcati di cieli/ come voce in voce si sconquassa/ tornando folle ed organando a schiere…”.

(Autori vari, Nuovi Argomenti, Questo non è un romanzo, n° 28 quinta serie, ottobre-dicembre, Mondadori 2004)

Monica Maggiore

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