Claudia Ruggeri

Oppure mi sarei fatta altissima III



 

Il 22 marzo, nei locali di di Tele Rama in Lecce, sarà presentato un saggio di Alessandro Canzian sulla poetica di Claudia Ruggeri dal titolo"Oppure mi sarei fatta altissima", edito dall' associazione culturale "Terra d'ulivi".
A pochi mesi dalla pubblicazione dell' edizione critica di"Inferno minore", edito da " peQuod" a cura di Mario Desiati che racchiude quasi tutta l'opera poetica della Ruggeri, ecco un altro volume che rende finalmente giustizia alla poetessa leccese di origine napoletana e tragicamente scomparsa nel 1996.
A distanza di 10 anni dal suo suicidio inizia ad emergere l'opera di questa affascinante scrittrice: "La poetessa della meraviglia", come è stata giustamente definita dal Desiati.
Gli anni 80 sono stati per il Salento una"meravigliosa fucina di poeti". I cosiddetti "poeti maledetti" Salvatore Toma , Stefano Coppola ,Antonio Verri ,Claudia Ruggeri.... .Eppure la critica ufficiale, gli accademici, pare che non se ne siano accorti... I loro studi si sono fermati agli anni 70, al cattolicesimo di Girolamo Comi, al surrealismo spagnolo di Vittorio Bodini e al simbolismo colto di Vittorio Pagano, benché uno dei più importanti critici letterari italiani, "Oreste Macrì", fosse di Maglie.
In tutte le pubblicazioni, se non a carattere prettamente locale, nessun commento, nessun accenno alle loro opere: i loro nomi, ad eccezione del Verri; non compaiono nemmeno nel volume "Scrittori Salentini tra conoscenza del passato e letteratura" di Nicola Carducci. Solo qualche rivista letteraria, anche se prestigiosa, aveva stampato qualche loro testo.
Il primo ad aver avuto giustizia è stato Salvatore Toma col suo gioiello "Il Canzoniere della Morte"che, grazie alla tenacia di Maria Corti, fu pubblicato nella collana poesia di Einaudi ed è già alla sua seconda ristampa.
Antonio Verri con studi del Carducci e dello stesso Desiati e di Elio Scarciglia sta avendo i giusti riconoscimenti e la giusta divulgazione. E finalmente sempre grazie al lavoro di Mario Desiati, il "poeta di Locorotondo” (fra poco saranno pubblicate alcune sue poesie nel "Nono quaderno italiano" edito da Marcos y Marcos), e all'amore per la poesia di Alessandro Canzian poeta di Pordenone ( il 24 marzo presenterà sempre a Lecce la sua ultima pubblicazione di poesie "Distanze" correlata alle splendide foto di Elio Scarciglia ,edito da "Terre d'Ulivi"), anche per la poetessa "barocca" è giunto il momento del riscatto.
Il Canzian nella premessa del suo testo avverte il lettore che il suo non vuole essere un saggio critico ma solo una lettura poetica della poesia della Ruggeri. Sicuramente qualsiasi altro studioso che si accosterà alla poesia della Ruggeri non potrà prescindere da questa pubblicazione . Pur non volendo essere un opera filologica approfondita ed esaustiva, offre il metodo di lettura preciso e puntuale alla affascinante e musicale ma difficile e spesso trasversale poesia della Ruggeri. Poesia che aveva suscitato le critiche di Franco Fortini e le lodi di Dario Bellezza.
Una poesia musicale,barocca,piena di riferimenti culturali,mitici.
"Una bambina in un bordello". che viveva in un mondo tutto suo
Lo studio del Canzian si legge tutto di un fiato, è appassionante e appassionato come la poesia che tratta. Dalle sue righe emerge l'amore e l'ammirazione per questa sfortunata e tardamente compresa poetessa"malata d'amore".

Antonio Colecchia (21-03-2007)

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