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Molti i blog che hanno ospitato le poesie della Ruggeri. Molti i
giovani lettori rimasti folgorati dalla scoperta della sua poesia a
volte criptica, ma sempre suggestiva, mai scontata, sempre composta
da parole calamitanti e suadenti.
Questa rinvigorita attenzione ha portato anche alla recente
pubblicazione, da parte del poeta friulano Alessandro Canzian, di un
breve saggio critico sulla poesia della Ruggeri, Oppure mi sarei
fatta altissima, edito dall'associazione culturale leccese "Terra
d'ulivi", diretta da Elio Scarciglia.
Il lavoro di Canzian può essere davvero considerato una sorta di
introduzione necessaria per tutti coloro i quali vogliono varcare la
soglia oltre la quale si agita il mondo poetico della Ruggeri.
Con un linguaggio chiaro Canzian analizza i momenti chiave della
poesia della Ruggeri, soffermandosi sul suo indiscusso capolavoro,
il poema "Inferno minore", senza per questo trascurare la sua
produzione giovanile e l'irrequieto lavoro finale, "Pagine del
travaso".
Canzian si muove lungo una linea interpretativa già toccata da altri
critici che si sono occupati della poesia della Ruggeri. Sottolinea
la matrice colta del suo linguaggio, frutto di commistioni
medievali, dialettali e di neologismi. Un substrato linguistico
complesso per un significato semplice: "Per comprendere Claudia è
importantissimo capire che una fu la sua drammatica e bellissima
verità. L'amore è tutto. È dannazione e salvezza. È legaccio e
redenzione. È per noi la chiave che permette di aprire la porta non
solo dei versi, ma anche dell'intreccio magmatico di citazioni che
li compongono".
Il suo è un autobiografismo celato, marmorizzato nella barocca cura
delle immagini mai liricamente scontate. L'inferno della Ruggeri,
minore se comparato a quello dantesco, non si nutre di allegorie, ma
scorre nelle sue vene. E Canzian, nella lettura che dà della sua
opera, non dimentica mai
questa disarmante verità."
Rossano Astremo
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