Claudia Ruggeri

Oppure mi sarei fatta altissima II



 

Molti i blog che hanno ospitato le poesie della Ruggeri. Molti i giovani lettori rimasti folgorati dalla scoperta della sua poesia a volte criptica, ma sempre suggestiva, mai scontata, sempre composta da parole calamitanti e suadenti.
Questa rinvigorita attenzione ha portato anche alla recente pubblicazione, da parte del poeta friulano Alessandro Canzian, di un breve saggio critico sulla poesia della Ruggeri, Oppure mi sarei fatta altissima, edito dall'associazione culturale leccese "Terra d'ulivi", diretta da Elio Scarciglia.
Il lavoro di Canzian può essere davvero considerato una sorta di introduzione necessaria per tutti coloro i quali vogliono varcare la soglia oltre la quale si agita il mondo poetico della Ruggeri.
Con un linguaggio chiaro Canzian analizza i momenti chiave della poesia della Ruggeri, soffermandosi sul suo indiscusso capolavoro, il poema "Inferno minore", senza per questo trascurare la sua produzione giovanile e l'irrequieto lavoro finale, "Pagine del travaso".
Canzian si muove lungo una linea interpretativa già toccata da altri critici che si sono occupati della poesia della Ruggeri. Sottolinea la matrice colta del suo linguaggio, frutto di commistioni medievali, dialettali e di neologismi. Un substrato linguistico complesso per un significato semplice: "Per comprendere Claudia è importantissimo capire che una fu la sua drammatica e bellissima verità. L'amore è tutto. È dannazione e salvezza. È legaccio e redenzione. È per noi la chiave che permette di aprire la porta non solo dei versi, ma anche dell'intreccio magmatico di citazioni che li compongono".
Il suo è un autobiografismo celato, marmorizzato nella barocca cura delle immagini mai liricamente scontate. L'inferno della Ruggeri, minore se comparato a quello dantesco, non si nutre di allegorie, ma scorre nelle sue vene. E Canzian, nella lettura che dà della sua opera, non dimentica mai
questa disarmante verità."

Rossano Astremo


avanti

Indietro