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Claudia Ruggeri |
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SPulp |
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Dopo quattro
anni dalla scomparsa di Claudia Ruggeri (muore suicida a soli 27
anni), mi capita tra
le mani la fotocopia di un articolo apparso su un numero del
Quotidiano di Lecce del '98, dove la caustica - notre amour -
autrice di " Inferno Minore" viene ricordata come una donna che
amava l'arte, la musica e il teatro; le piaceva recitare le sue
composizioni, in un modo particolarissimo, unico, irripetibile, a
detta di tutti coloro che l'hanno ascoltata e apprezzata. Di lei
restano moltissimi inediti, dattiloscritti e manoscritti, con una
grafia che era divenuta sempre più simile a simboli, a segni di
versi che Claudia continuava a comporre, ispirandosi al vastissimo
mondo letterario che le apparteneva, al fluire dell'esistenza
vissuta attimo per attimo. Sulla stessa fotocopia un ritratto
fotografico della Ruggeri... di un fascino strepitoso, occhi che
fanno fuggire a capo chino per la sottigliezza e la passione, un
viso la cui bellezza ed espressività non poteva che provocare
"vertigini"... Qualcuno che non l'aveva nemmeno conosciuta scriveva
di lei: « ...Quando faceva versi, e li recitava aveva un modo tutto
particolare, da bambina in un bordello, e gli uomini da "scrivania"
quasi schizzavano per terra i loro umori cerebrali volendo possedere
quei suoni, quelle allitterazioni che magicamente diventavano
lascive sulla punta di quella lingua...». Frasi come queste non sono
più da considerarsi contesto, ma mito... la leggenda Claudia Ruggeri
rivive e continua a tran(s)ce-itare in questo numero di S/Pulp, con
l'augurio, da parte mia, (perché il sottoscritto non leggerà
volutamente i contributi presenti ora su questa testata, dal momento
che già sa che chiunque viene ospitato in questa gigantesca cloaca
maxima di carta, formato 70x100, ne ha le tasche piene di fabbricare
"santini"), che i ricordi non diventino pre-testo allo scavarsi una
tomba con le proprie mani, dove le lapidi di artisti beoni, sciocchi
poeti, scrittori dal cuore-bambino, siano finalmente spogliate dalla
soffocante affettuosità di intellettuali troppo presi da una
meditatio mortis su questi " agnelli sacrificali" ( si continua a
fare lo stesso anche per Verri e Toma! ) sgozzati sull'altare della
barocca cattedrale Salento, gigantesco obitorio dei sentimenti e
delle passioni, che più che farli invecchiare oltremodo, lasciano
nient1altro
che un amaro sorriso! Continueranno a essere celebrate messe negli
anniversari della morte, verranno realizzate opere su questo o quel
personaggio - SEMPRE POST-MORTEM, MI RACCOMANDO! - ci si venderà
l'anima perché questo o quel celebre scrittore DI FAMA
INTERNAZIONALE porti sull' Olimpo della notorietà il "parente" più
povero e bisognoso di una sub-regione come la nostra, dimenticata
anche da Dio, ma pur sempre CENTRO DEL CENTRO VERSO IL SUD DEL SUD!
Una verità rimane comunque alla storia. . . Di fatti scrive Maurizio
Nocera : «... la nostra betissa Claudia Ruggeri (...) ha fatto/ da
sola/ di notte/ in Lecce/ da un 6° piano di merda/ IL VOLO ! / (
dicono fosse la mezza dell'ultima domenica d'ottobre '96) . |